Category: novita'
Antispam
Antispam - articolo del Corriere della Sera
E-mail aziendale, i pronunciamenti del Garante
tratto da PCOpen di ottobre ..
La strutturazione dell’indirizzo di posta elettronica con il nome del lavoratore non determina il fatto che la casella diventi “proprietà privata” del dipendente assegnatario.
Così come determinato da una sentenza del 2002 del Tribunale di Milano, il datore di lavoro ha facoltà di accedere alla casella di posta elettronica in qualunque momento, “...tuttavia, personalità dell’indirizzo non significa necessariamente privatezza del medesimo, dal momento che l’indirizzo aziendale, proprio perché tale, può sempre essere nella disponibilità di accesso e lettura da parte di persone diverse dall’utilizzatore - consuetudinario - ma sempre appartenenti all’azienda - a prescindere dalla identità o diversità di qualifica o funzione: ipotesi, frequentissima, è quella del lavoratore che "sostituisce" il collega per qualunque causa - ferie, malattia, gravidanza - e che va ad operare, per consentire la continuità aziendale, sul personal computer di quest’ultimo…”.
Allo stesso modo, una sentenza del Tribunale del capoluogo lombardo ha altresì escluso che la posta elettronica aziendale possa essere assimilata a quella tradizionale e su di essa possa vigere il principio di segretezza di cui all’art. 616 del Codice Penale, “…nè, si può ritenere che l’assimilazione della posta elettronica alla posta tradizionale, con conseguenziale affermazione generalizzata del principio di segretezza, si verifichi nel momento in cui il lavoratore utilizzi lo strumento per fini privati - ossia extra lavorativi -, atteso che giammai un uso illecito - o, al massimo, semplicemente tollerato, ma non certo favorito - di uno strumento di lavoro può far attribuire, a chi questo illecito commette, diritti di sorta…”.
Con una sentenza datata 2006, il Tribunale penale ordinario di Torino, Sezione distaccata di Chivasso ha confermato il citato orientamento giurisprudenziale, stabilendo che “…l’e-mail aziendale appartiene al datore di lavoro. In relazione al reato di cui all’art. 616 c.p. il fatto non sussiste qualora, anche in presenza di adeguata policy aziendale, il datore di lavoro acceda alla casella personalizzata del dipendente…”.
Gli sviluppatori potranno presto usare alcune API di PayPal
Link: http://www.hwupgrade.it/news/software/paypal-mettera-a-disposizione-alcune-api_29562.html
Presto PayPal metterà a disposizione degli sviluppatori una serie di API che permetteranno quindi di realizzare soluzioni software personalizzate utilizzando le ben note tecnologie di pagamento. Questo rilascio rientra sotto il nome di Adaptive Payments e, stando alle informazioni diffuse da TechCrunch, il set di API disponibili sarà assai ampio.
Con questi elementi a disposizione le tecnologie note e apprezzate di PayPal saranno accessibili anche da applicazioni di terze parti. I vantaggi di una soluzione simile sono enormi: PayPal è una realtà consolidata che gode di notevole fiducia e credibilità da parte del pubblico, inoltre l'utilizzo di un'infrastruttura di pagamenti online preesistente rende più rapido il processo di sviluppo.
PayPal non smentisce, anzi conferma la notizia ma rimanda al prossimo 23 luglio per il rilascio di tutti i dettagli. Nulla si sa in merito ai prezzi del servizio: PayPal che mette a disposizione la propria infrastruttura a terzi per facilitare le operazioni di micropagamento chiederà il pagamento di un fee per ogni transazione effettuata.
Dischi allo stato solido
Articolo tratto da PCProfessionale di Luglio 2009.
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Forse il 2009 sarà ricordato come il punto di partenza di una delle più attese rivoluzioni nel settore informatico: l’arrivo in massa dei Solid State Disk o Ssd (letteralmente dischi allo stato solido) segna un cambiamento epocale, il più grande passo avanti degli ultimi anni in termini prestazionali.
Sul numero in edicola di PC Professionale approfondiamo i dettagli della tecnologia su cui sono basati questi nuovi prodotti, analizziamo le dinamiche dei prezzi e mettiamo a confronto, tra loro e con tre unità a disco tradizionali, nove soluzioni SSD.
SSD: i dischi allo stato solido esaminati
> Imation M-class 64
> Imation S-class 32
> Intel X25-M
> OCZ Vertex
> Samsung PB22-J
> Super Talent Ultradrive ME
> Teamgroup Combo Sata II
> Teamgroup Extreme G1
> Transcend Sata Ssd 128
HDD: i dischi tradizionali di confronto
> Seagate Barracuda 7200.12
> Western Digital Scorpio Blue
> Western Digital Velociraptor
I prezzi dei sistemi provati vanno da 179 a 650 euro e le capienze da 32 a 256 Gbyte.
Come abbiamo effettuato le prove
Nei nostri test ci siamo concentrati su tre aspetti relativi alle periferiche di archiviazione, e in particolare agli Ssd. Per valutare la massima velocità di lettura e scrittura sequenziale, abbiamo utilizzato il test Atto Disk Benchmark 2.34, in grado di leggere e scrivere in determinati punti del “disco” dei file di dimensione variabile in maniera completamente sequenziale, restituendo i valori massimi ottenibili dal prodotto. Per un’analisi più approfondita delle potenzialità reali abbiamo utilizzato invece IOMeter (versione 30.07.2004), un software in grado di inviare richieste specifiche al disco in base alle nostre specifiche esigenze, e restituire una vasta gamma di risultati da interpretare. articolo-ssd.pngNello specifico abbiamo effettuato test di lettura e scrittura su zone completamente casuali del disco di file con dimensione di 4 Kbyte e 2 Mbyte, verificando le risposte degli Ssd. Nello specifico il test è stato tarato per eseguire quattro operazioni contemporanee (un valore simile a quello reale proprio dei sistemi operativi Microsoft in funzione) leggendo o scrivendo su zone sempre differenti del disco, analizzando poi la velocità complessiva. I due valori nelle dimensioni dei file servono a differenziare l’utilizzo tipico, i 4 Kbyte sono quelli letti e scritti più spesso dal sistema, e anche quelli che offrono solitamente una velocità di trasferimento inferiore rispetto a quella sequenziale massima. I 2 Mbyte, essendo molto superiori al blocco logico base, non mostrano gli stessi problemi relativi a pagina/blocco visti in precedenza e, per la costruzione stessa degli Ssd, dovrebbero restituire valori molto simili a quelli massimi sequenziali, ma solo se il controller utilizzato svolge al meglio il proprio lavoro. In pratica i 4 Kbyte mostrano le velocità effettive che il sistema operativo potrà avere nella gestione dei propri elementi, mentre i 2 Mbyte (paragonati ai valori massimi sequenziali) l’efficienza stessa del controller utilizzato.
L’ultimo test, HD Tune Pro 3.5, permette di valutare il numero di operazioni di input e output eseguibili dal dispositivo utilizzando una serie causale di dati, di diversa dimensione e collocazione sul disco, mostrando l’efficienza generale di un Ssd in lettura e scrittura
le nuove chiavette usb U3
Link: http://www.u3.com
Le unità U3 (www.u3.com), denominate smart drive e nate per opera di Sandisk, permettono di eseguire decine di
programmi differenti, anche non opensource e sono nate per facilitare l’esecuzione di software portabili
direttamente dall’unità rimovibile, senza la necessità di avviare una procedura di installazione sul disco fisso.
Le U3 si differenziano dalle chiavette USB “tradizionali” poiché ospitano, già preinstallato, un launchpad, utilizzabile per controllare i programmi presenti nell’unità stessa.
Le applicazioni compatibili U3 hanno l’autorizzazione di scrivere informazioni all’interno del registro di Windows ma devono essere correttamente rimosse alla chiusura del programma o comunque quando l’unità viene disconnessa.
Va osservato come le applicazioni portabili sviluppate per l’hardware U3 possano funzionare solamente su tali
unità, così come la maggior parte dei programmi portabili “non-U3”.
Tra i vantaggi derivanti dalla soluzione U3, la possibilità di fruire di un meccanismo di protezione dalle infezioni da malware integrato nel dispositivo. Inoltre, gli interessati possono abilitare un sistema di blocco degli accessi non autorizzati all’unità. Gli smart drive U3 sono suddivisi in due partizioni: una, di dimensioni molto ridotte, può essere considerata come la partizione di sistema (è accessibile
solo in lettura ed è vista dal sistema come un’unità CD ROM), l’altra – che occupa lo spazio restante – contiene
dati ed applicazioni.
Il meccanismo di protezione offerto da U3 può impedire l’accesso alla partizione dati da parte degli utenti che
non siano in possesso dell’apposita password definita dal proprietario del dispositivo di memorizzazione.
Tutto il software per l’uffi cio in una chiavetta US
Le applicazioni portabili risiedono in un pen drive, non installano nulla su disco e non alterano la configurazione di sistema.
Un’applicazione è detta “portabile” quando è in grado di funzionare da qualunque supporto rimovibile (ad esempio, CD ROM, chiavette USB, memorie flash, floppy disk) senza richiedere l’installazione sul disco fisso. Com’è ovvio, un’applicazione portabile potrà essere eseguita esclusivamente sui sistemi operativi per i quali ne è garantita la compatibilità. Tuttavia, una vera applicazione portabile - una volta avviata dal supporto rimovibile prescelto – non opererà alcuna modifica alla configurazione del sistema. Il software, ad esempio, non installerà file aggiuntivi sul disco fisso né varierà la configurazione del registro di sistema o di altre aree che regolano il funzionamento di Windows. Le applicazioni sviluppate per il sistema operativo di Microsoft, in genere, non sono portabili dal momento che le procedure d’installazione aggiungono spesso dei file nelle cartelle di sistema ed interagiscono pesantemente con il registro. Proprio il registro di Windows è utilizzato, sin dall’uscita delle prime versioni del sistema operativo, per memorizzare informazioni sulla configurazione di ogni singolo programma installato.
Inoltre, nel caso in cui sul sistema siano attivati più account, nel registro sono di solito conservati dati differenti per ciascun utente che utilizza Windows così come ogni singola applicazione.
Un’applicazione, per divenire portabile, deve quindi astenersi dall’utilizzare il registro di sistema ed evitare il caricamento di qualunque file sul sistema in uso che, alla
chiusura del programma, non deve risultare in alcun modo modificato.
In genere, quindi, un’applicazione portabile provvede a memorizzare file temporanei e file di configurazione direttamente nel supporto rimovibile.
Uno dei principali vantaggi derivanti dall’utilizzo di soluzioni portabili consiste nel fatto di avere modo di portare sempre con sé, ad esempio una semplice e sempre più
comune chiavetta USB, gli elenchi dei propri siti Web preferiti (bookmark), gli archivi della posta elettronica, modelli e documenti pronti per essere editati senza la necessità di installare alcunché
Nuovo design e tante novita'
Bene! Si comincia da una nuova grafica. Semplice come la precedente perche' questo e' il senso che deve avere: navigare all'interno del sito per avere una veloce visione di quel che facciamo con l'introduzione di nuovi strumenti come questo blog, spazio di scambio di pareri, notizie e quant'altro possa migliorare il nostro lavoro ...
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